Beni intestati alla società in godimento a soci o familiari

Attenzione. La scadenza per la comunicazione è stata prorogata al 15 Ottobre 2012

Il D.L. n.138/11 ha introdotto delle specifiche conseguenze nel caso in cui i soci della società, o i familiari dell’imprenditore, utilizzino beni intestati alla società, o alla ditta individuale.

In particolare:

  • si viene a generare in reddito diverso in capo all’utilizzatore, individuato nell’utilizzo gratuito o per un corrispettivo inferiore al valore di mercato dei beni aziendali fatto dai soci della società e/o da familiari dell’imprenditore;
  • i costi del bene utilizzato divengono indeducibili per l’azienda concedente;
  • è istituito l’obbligo di presentazione di una comunicazione all’Agenzia delle Entrate nella quale indicare tale utilizzo. I dati raccolti tramite tale comunicazione potranno quindi essere utilizzanti dall’Amministrazione Finanziaria per condurre i controlli fiscali sulla congruità dei redditi dichiarati dagli utilizzatori.

Ambito soggettivo

La norma si riferisce:

  • ai familiari dell’imprenditore;
  • ai soci.

Riguardo ai familiari dell’imprenditore individuale, si deve far riferimento all’art.5 del Tuir che, al co.5, dispone: “Si intendono per familiari, ai fini delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado”.

Quanto ai soci si dovrebbero intendere coloro che non rivestano al contempo la qualifica di amministratori o che non siano anche dipendenti, in tal caso, infatti, soccorrerebbe la normativa propria del fringe benefit.

Ambito oggettivo

Va osservato che la lett. h-ter) al co.1 dell’art.67 Tuir, recita: è reddito diverso “la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore.”

Per godimento a nostro avviso deve intendersi l’uso di un bene che deve potersi manifestare con stabilità e continuità, con esclusione dell’utilizzo occasionale.

Per valore di mercato si deve intendere il valore normale ai sensi dell’art.9, co.3, del Tuir:

“Per valore normale, salvo quanto stabilito nel co.4 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle camere di commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d’uso. Per i beni e i servizi soggetti a disciplina dei prezzi si fa riferimento ai provvedimenti in vigore”.

Conseguenze

Il primo impatto della norma è rinvenibile nella necessità di colui che ne beneficia di dichiarare un ulteriore reddito determinato come detto quale differenza tra valore di mercato e corrispettivo annuo, mentre il soggetto erogatore sarà impossibilitato a dedurre i costi relativi al bene concesso (nulla è ancora precisato circa la detraibilità/indetraibilità iva dei beni di cui in oggetto).

Un esempio chiarirà la determinazione del reddito diverso.

ESEMPIO

Il socio X ha in godimento per un anno un auto il cui valore di noleggio è pari a € 8.000

Importo corrisposto dal socio alla società Reddito diverso Costo deducibile per la società

8.000

Zero

5.000

3.000

Sì in parte

Zero

8.000

No

Nell’esempio abbiamo data per scontata la deducibilità parziale in presenza di benefit inferiore al valore normale, anche questo aspetto, attende un chiarimento ufficiale.

La comunicazione

Con provvedimento del 16 novembre 2011, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato i modelli di comunicazione. Tale comunicazione va resa in via telematica entro il 31 marzo successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui viene concesso l’utilizzo ovvero tale utilizzo viene revocato (quindi si tratta di una comunicazione da rendere una tantum, sino a successiva variazione).

Entro il 31 marzo 2012 occorrerà presentare una specifica comunicazione per i beni concessi in godimento nei periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione delle disposizioni del presente provvedimento (una sorta di comunicazione della situazione iniziale). La comunicazione per il 2011 va quindi resa anche se l’utilizzo personale del bene è cessato nel corso del 2011.

Tale obbligo può essere assolto indifferentemente dalla società ovvero dai soci.

La comunicazione deve essere effettuata anche:

  • per i beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi (quindi anche se il figlio del socio utilizza una vettura intestata alla società);
  • o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo (quindi, ad esempio, se i soci della holding utilizzano una vettura intestata ad una delle società controllate, ma anche nel caso di utilizzo di beni intestati a società controllanti o collegate).

Contenuto della comunicazione

Nella comunicazione devono essere indicati i seguenti elementi:

  • per le persone fisiche: codice fiscale, dati anagrafici e Stato estero di residenza;
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche: codice fiscale, denominazione e comune del domicilio fiscale o lo Stato estero di residenza;
  • tipologia di utilizzazione del bene;
  • tipologia, identificativo del contratto e relativa data di stipula;
  • categoria del bene, durata della concessione (data di inizio e fine), corrispettivo e relativo valore di mercato;
  • ammontare dei finanziamenti e capitalizzazioni.

La comunicazione riguarda le seguenti categorie di beni (con le relative informazioni):

  • autovettura (numero di telaio)
  • altro veicolo (numero di telaio)
  • unità da diporto (lunghezza in metri)
  • aeromobile (potenza del motore in KW)
  • immobile (Comune di ubicazione e identificativi catastali)
  • altro (altre tipologie di beni rilevano solo se il bene è di valore superiore ad € 3.000 al netto dell’imposta)

Nella comunicazione vanno indicati anche qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente. Il riferimento alla “società concedente” dovrebbe quindi restringere l’obbligo di comunicazione agli apporti effettuati nei confronti delle sole società che abbiano in concessione ai soci un bene. Nel qual caso, comunque, dovrebbero essere monitorati tutti i finanziamenti e le capitalizzazioni.

Entrata in vigore e calcolo degli acconti 2012

La nuova disciplina avrà decorrenza dal 2012, il Legislatore ha previsto in merito che ai fini delle determinazione degli acconti per il 2012 dovrà considerarsi la nuova disposizione.

Sanzioni

In caso di:

  1. omessa comunicazione o trasmissione con dati non veritieri  è prevista una sanzione pari al 30% della differenza tra il valore di mercato ed il corrispettivo annuo;
  2. omessa comunicazione o trasmissione con dati non veritieri, nel caso di non deduzione del costo da parte dell’impresa e tassazione della differenza tra valore di mercato e corrispettivo annuo in capo al socio/familiare, è prevista una sanzione in misura fissa da un minimo di € 258 ad un massimo di € 2.065.

Fringe benefit: una possibile alternativa

Tra le forme di assegnazione dell’autovettura ai dipendenti aziendali il caso più frequente e, sotto il profilo fiscale più premiante, è quello dell’autovettura concessa in uso al dipendente/amministratore, con il meccanismo del fringe benefit.

Il trattamento per l’impresa concedente, tanto ai fini redditi quanto ai fini Iva, è così riassumibile:

  • benefit di modesto ammontare addebitato nella busta paga del dipendente:

Nella busta paga del dipendente si deve rilevare un compenso in natura tassabile, determinato computando il 30% della percorrenza convenzionale di 15.000 Km prevista per quel determinato veicolo; tali valori possono essere agevolmente verificati sul sito dell’Aci.

Entro il mese di dicembre di ciascun anno vengono pubblicate sul sito dell’ACI le tariffe valide per il periodo d’imposta successivo: sono pertanto in corso di pubblicazione le tariffe previste per il 2012.

  • deducibilità dei costi per l’impresa nel limite del 90%

La deduzione al 90% riguarda sia le spese di gestione della vettura (carburante, manutenzioni, pneumatici, assicurazione, tassa di circolazione, ecc), quanto il costo di acquisizione (quota di ammortamento nel caso di acquisto diretto, canoni di leasing o noleggio). Con riferimento al costo di acquisizione, peraltro, la deduzione è ammessa senza alcun limite rapportato al valore del mezzo (che per le auto destinate all’utilizzo esclusivamente aziendale è pari ad € 18.076).

 In molti casi per l’assegnazione dell’auto in uso promiscuo al dipendente, l’impresa richiede delle somme al lavoratore che possono essere, alternativamente:

  1. trattenute dalla retribuzione del lavoratore;
  2. addebitate con fattura assoggettata ad Iva con aliquota ordinaria (in tal caso si ricorda che il riferimento al valore del benefit convenzionale deve intendersi comprensivo dell’Iva).

In tale procedura sono tre gli aspetti da ricordare se non si vuole correre il rischio di vedersi contestare gli importanti benefici fiscali riconosciuti a tale fattispecie:

  1. in caso di riaddebito con fattura: sulla base di quanto previsto dalla C.M. n.326/E/97 la fattura emessa deve risultare altresì pagata entro la fine del periodo d’imposta;
  2. in caso di solo benefit attribuito in busta paga del dipendente: per garantirsi l’integrale detrazione dell’Iva è comunque necessario corrispondere l’Iva su tale importo;
  3. esistenza di idonea prova documentale: nella C.M. n.48/E/98 si afferma la necessità di predisporre e conservare idonea documentazione al fine di provare con certezza l’utilizzo promiscuo del mezzo (ad esempio inserimento di specifica clausola nel contratto di lavoro del dipendente stesso o contratto di comodato da menzionare nel contratto di lavoro).

Note operative per gestire la scadenza

Invitiamo, quindi, i signori clienti a valutare attentamente la questione, nel caso di utilizzo privato di un bene sociale o dell’impresa, al fine di un importante confronto sui molti dubbi che oggi ancora esistono in merito al campo di applicazione della disposizione.

Su specifica richiesta, lo Studio provvederà ad inviare la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, pertanto invitiamo la gentile clientela a prendere appuntamento con il professionista di riferimento per valutare la propria posizione, in vista dell’obbligo in scadenza il prossimo 31 marzo 2012.

 

, , ,

Trackbacks/Pingbacks

  1. Beni in godimento ai soci: proroga al 15 ottobre | Sherman & Partners News - 17 marzo 2012

    [...] [...]